{"id":1070,"date":"2017-05-08T08:25:21","date_gmt":"2017-05-08T08:25:21","guid":{"rendered":"https:\/\/sepia2.unil.ch\/wp\/luniversitario\/?p=1070"},"modified":"2019-07-03T08:02:00","modified_gmt":"2019-07-03T08:02:00","slug":"e-impossibile-trasmettere-a-chi-e-rimasto-a-casa-quel-che-si-prova-lassu","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/sepia2.unil.ch\/wp\/luniversitario\/e-impossibile-trasmettere-a-chi-e-rimasto-a-casa-quel-che-si-prova-lassu\/","title":{"rendered":"\u00c8 impossibile trasmettere a chi \u00e8 rimasto a casa quel che si prova lass\u00f9"},"content":{"rendered":"<p>di STEFANO MINOTTI<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Pietro, ragazzo di citt\u00e0, e Bruno, figlio di un paesino delle alpi piemontesi, sono i protagonisti del primo romanzo di Paolo Cognetti. I due si conoscono un\u2019estate, quando la famiglia del primo, appassionata di montagna, scopre il villaggio di Grana, dove trascorreranno molte delle loro estati e, lontani dagli ambienti cittadini di Milano, si riscoprono nuovamente felici. Qui nasce tra i due una grande amicizia, tema centrale di questo romanzo di formazione e di educazione sentimentale, ambientato tra una vetta e una baita, che ha la montagna sempre come sfondo perch\u00e9, come Cognetti stesso dice nel suo romanzo, \u00abqualunque cosa sia il destino, abita nelle montagne che abbiamo sopra la testa\u00bb. Il rapporto tra i due &#8211; ragazzi prima, adulti poi \u2013 viene raccontato nell&rsquo;arco di un trentennio circa. E un legame silenzioso, fatto di gesti, di azioni concrete (tanto che il cuore della storia \u00e8 una casa costruita da Bruno e Pietro), pi\u00f9 che di parole, rafforzato dalla stessa curiosit\u00e0 per esplorazioni e scoperte, tra case abbandonate, mulini e ripidi sentieri, dallo stesso modo di vivere la montagna come un\u2019educazione. Da questa materia, nasce un breve, acuto romanzo che ha il dono della semplicit\u00e0 e della molteplicit\u00e0, perch\u00e9 parla di sentimenti universali, come l\u2019amicizia, la paternit\u00e0 e il destino.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/sepia2.unil.ch\/wp\/luniversitario\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2017\/05\/paolo-cognetti.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-1072 alignleft\" src=\"https:\/\/sepia2.unil.ch\/wp\/luniversitario\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2017\/05\/paolo-cognetti-300x165.jpg\" alt=\"paolo-cognetti\" width=\"300\" height=\"165\" srcset=\"https:\/\/sepia2.unil.ch\/wp\/luniversitario\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2017\/05\/paolo-cognetti-300x165.jpg 300w, https:\/\/sepia2.unil.ch\/wp\/luniversitario\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2017\/05\/paolo-cognetti-560x308.jpg 560w, https:\/\/sepia2.unil.ch\/wp\/luniversitario\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2017\/05\/paolo-cognetti-260x143.jpg 260w, https:\/\/sepia2.unil.ch\/wp\/luniversitario\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2017\/05\/paolo-cognetti-160x88.jpg 160w, https:\/\/sepia2.unil.ch\/wp\/luniversitario\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2017\/05\/paolo-cognetti.jpg 1000w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Cognetti, scrittore di citt\u00e0 che sente forte il fascino della natura alpina, ha un modo di guardare la montagna che dimostra devozione e un modo di descriverla totalmente anti-retorico. Ne risulta un italiano semplice, efficace, senza aggettivi, formato dalla \u201clingua concreta delle cose\u201d, quella lingua imparata in montagna, che \u00e8 una lingua diversa da quella dei libri, pi\u00f9 precisa e affascinante. \u00c8 in qualche maniera una lingua che per\u00f2 non pu\u00f2 appartenere allo scrittore, cresciuto tra i palazzi della grande Milano e dunque per cos\u00ec dire figlio adottivo degli ambienti montani. Nonostante ci\u00f2, per descrivere l\u2019ambiente naturale che fa da cornice alla storia, l\u2019autore trova parole giuste, termini esatti che rispettano la precisione verbale necessaria agli ambienti di montagna, parole, quelle usate da Cognetti che si trovano solo in pochi romanzi italiani. \u00c8 palese alla lettura la presenza di una memoria letteraria proveniente dai pi\u00f9 celebri libri dedicati alla montagna, soprattutto quelli di autori italiani. \u00c8 lo stesso autore ad indicare all\u2019interno del suo romanzo, tramite la voce del narratore, un manuale tecnico dell\u2019escursionismo quale debito letterario (\u201crileggevo le pagine della guida del C.A.I. come fosse un diario, imbevendomi della loro prosa d\u2019atri tempi\u201d), ma tra le influenze letterarie che hanno sicuramente contribuito Cognetti ad avvicinarsi a questo genere, impossibile non pensare ai brevi racconti di Mario Rigoni Stern o ai romanzi di Mauro Corona, autore che ha costruito la propria carriera sulla narrazione della montagna. Ma come non pensare anche a Erri De Luca (<em>Il peso della farfalla<\/em> e <em>Sulla traccia di Nives <\/em>su tutti), napoletano appassionato delle rocce appenniniche e dolomitiche e, perch\u00e9 no, persino <em>Ferro <\/em>di Primo Levi, che come nel romanzo di Cognetti narra di una storia d\u2019amicizia nata tra le montagne. Rispetto a tutti questi autori \u00e8 per\u00f2 percepibile la distanza che esiste tra il raccontare un luogo in cui si \u00e8 nati, cresciuti ed educati e un \u201cluogo-altro\u201d, lontano da quelle che sono le proprie radici, la distanza tra raccontare la montagna e viverla.\u00a0 E forse ne \u00e8 cosciente persino l\u2019autore di quanto sia, come ammesso dallo stesso protagonista all&rsquo;interno del romanzo, \u201cimpossibile trasmettere a chi \u00e8 rimasto a casa quel che si prova lass\u00f9\u201d.<\/p>\n<p>Paolo Cognetti, Le otto montagne, Torino, Einaudi, 2016, pagg. 208, \u20ac 9,99.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"","protected":false},"author":162,"featured_media":1073,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[2,10,13,1,11],"tags":[],"class_list":["post-1070","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura","category-attualita","category-campus","category-non-classe","category-sport"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/sepia2.unil.ch\/wp\/luniversitario\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1070","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/sepia2.unil.ch\/wp\/luniversitario\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/sepia2.unil.ch\/wp\/luniversitario\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/sepia2.unil.ch\/wp\/luniversitario\/wp-json\/wp\/v2\/users\/162"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/sepia2.unil.ch\/wp\/luniversitario\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1070"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/sepia2.unil.ch\/wp\/luniversitario\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1070\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1116,"href":"https:\/\/sepia2.unil.ch\/wp\/luniversitario\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1070\/revisions\/1116"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/sepia2.unil.ch\/wp\/luniversitario\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1073"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/sepia2.unil.ch\/wp\/luniversitario\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1070"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/sepia2.unil.ch\/wp\/luniversitario\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1070"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/sepia2.unil.ch\/wp\/luniversitario\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1070"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}