{"id":1243,"date":"2017-08-22T15:37:15","date_gmt":"2017-08-22T15:37:15","guid":{"rendered":"https:\/\/sepia2.unil.ch\/wp\/luniversitario\/?p=1243"},"modified":"2017-08-22T15:37:15","modified_gmt":"2017-08-22T15:37:15","slug":"lanimale-notturno-di-andrea-piva","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/sepia2.unil.ch\/wp\/luniversitario\/lanimale-notturno-di-andrea-piva\/","title":{"rendered":"L&rsquo;animale notturno di Andrea Piva"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">di\u00a0<em>Cristian Rossatti<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019animale notturno, pubblicato da Giunti, \u00e8 il secondo romanzo di Andrea Piva, sceneggiatore di LaCapaGira, film d\u2019esordio uscito nel 2000, di Mio Cognato, uscito nel 2002 e di Galantuomini, datato 2008. L\u2019esordio narrativo risale al 2006 con il romanzo Apocalisse da camera, pubblicato da Einaudi. Nel 2009 Andrea Piva comincia la sua carriera come giocatore di poker professionista diventando nel giro di poco tempo un nome importante nella scena internazionale del gioco d\u2019azzardo. Questo particolare biografico non \u00e8 di poco conto poich\u00e9 Vittorio Ferragamo, il protagonista del romanzo, trova anch\u2019esso nel poker la sua strada ideale, la sua professione definitiva, cominciando con semplici partite online fino ad accedere a un prestigioso torneo internazionale e riuscire a guadagnare una considerevolissima cifra. L\u2019immedesimazione dell\u2019autore nel suo personaggio \u00e8 percepibile ancora maggiormente considerando il passato di Ferragamo, che conosce un travolgente successo non ancora trentenne proprio grazie a una sceneggiatura cinematografica; successo, nel caso di Vittorio, presto dissipato, assieme alle prospettive di nuovi incarichi professionali nel mondo del cinema, anche per colpa del suo carattere un po\u2019 troppo istintivo e della sua testa calda.<br \/>\nIl racconto \u00e8 narrato in prima persona e l\u2019ambientazione nella quale si svolge la quasi totalit\u00e0 del racconto \u00e8 la citt\u00e0 di Roma, o meglio un quartiere signorile della capitale italiana in cui il protagonista si impone di andare ad abitare, ben sapendo di non poterselo permettere, un po\u2019 con l\u2019intento di invertire superstiziosamente la serie di sfortunati eventi legati alla cinematografia e un po\u2019 per vivere nel bel mezzo dell\u2019alta borghesia romana, secondo la strampalata idea che per diventare ricchi (obiettivo esposto da Ferragamo fin dall\u2019inizio del romanzo e raggiunto proprio grazie al gioco d\u2019azzardo) la prima cosa da fare sia sembrare ricchi e, per fare questo, vivere dove vivono i ricchi. Il personaggio tratteggiato da Piva, come fa giustamente notare Claudio Giunta nella sua recensione su \u201cIl Sole 24 Ore\u201d, \u00e8 un moralista accanito: mai disposto a scendere a compromessi con il mondo del cinema per ricevere qualche incarico che lo farebbe tuttavia dubitare della sua integrit\u00e0 artistico\/morale, Ferragamo \u00e8 prontissimo a classificare agenti immobiliari come sanguisughe che campano sulle disgrazie altrui, i produttori come incapaci e semianalfabeti e gli attori come falliti, per giunta inconsapevoli del loro fallimento. Tutto ci\u00f2 sempre con molta ironia (anche rivolta a s\u00e9 stesso e alla sua situazione al limite della disperazione), spesso mista ad amarezza vista la decadenza morale della societ\u00e0 di cui inevitabilmente fa parte e spesso rivolgendosi al lettore chiamandolo direttamente \u201clettore\u201d, creando cos\u00ec un rapporto pi\u00f9 intimo che ce lo rende simpatico e vicino. Un altro aspetto che aumenta il grado d\u2019identificazione tra protagonista e lettore \u00e8 la presenza di svariate riflessioni di Ferragamo (spesso introdotte proprio dall\u2019appello \u201clettore\u201d, come a richiamare l\u2019attenzione) sulla vita in generale e sulle situazioni a cui quest\u2019ultima lo sottopone, riflessioni sulle conseguenze delle scelte prese e su crucci esistenziali, potenzialmente condivisibili da chiunque.<br \/>\nI personaggi che abitano la Roma rappresentata da Piva e che orbitano intorno al suo protagonista appartengono a diverse classi sociali e sono caratterizzati in modi diversi. Da Liliana, studentessa universitaria, entrata e uscita dal giro della droga, al signor Testini, ricchissimo anziano in pensione con un passato in politica e una passione sfrenata per il gioco d\u2019azzardo, passando per Gigi, avvocato coetaneo di Vittorio, suo grande amico e tossicodipendente fuori controllo. I personaggi hanno una propria definizione caratteriale che ci perviene tuttavia tramite la percezione che il narratore ha di loro: \u00e8 cos\u00ec che nascono delle disillusioni condivise anche dal lettore come, ad esempio, quando Vittorio si rende conto che l\u2019episodio sgradevole di Gigi non ha avvicinato lui e Liliana come pensava, ma, al contrario, li ha allontanati.<\/p>\n<p>L\u2019animale notturno \u00e8 dunque un libro con una trama avvincente, quasi mai banale e sempre credibile. Privo di particolari ricercatezze stilistiche, di lettura scorrevole e piacevole, \u00e8 arricchito da un lessico che si rif\u00e0 spesso alla lingua parlata, dall\u2019impiego di pi\u00f9 registri e, nel caso di alcuni dialoghi, anche dall\u2019utilizzo del dialetto napoletano che ne aumenta l\u2019espressivit\u00e0 linguistica. Il punto forte del romanzo resta comunque la rappresentazione che Piva ci offre di Vittorio Ferragamo: un personaggio immerso nella contemporaneit\u00e0, confrontato con impellenti problemi economici che, anche se risolti, non lo porteranno in ogni caso a una piena gratificazione; un personaggio tipico, come dice Niccol\u00f2 Scaffai nella sua recensione al romanzo pubblicata su \u201cLe parole e le cose\u201d, dei suoi &#8211; e quindi anche dei nostri &#8211; tempi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"","protected":false},"author":174,"featured_media":1244,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[],"class_list":["post-1243","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-tutte-le-categorie"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/sepia2.unil.ch\/wp\/luniversitario\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1243","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/sepia2.unil.ch\/wp\/luniversitario\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/sepia2.unil.ch\/wp\/luniversitario\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/sepia2.unil.ch\/wp\/luniversitario\/wp-json\/wp\/v2\/users\/174"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/sepia2.unil.ch\/wp\/luniversitario\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1243"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/sepia2.unil.ch\/wp\/luniversitario\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1243\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1257,"href":"https:\/\/sepia2.unil.ch\/wp\/luniversitario\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1243\/revisions\/1257"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/sepia2.unil.ch\/wp\/luniversitario\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1244"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/sepia2.unil.ch\/wp\/luniversitario\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1243"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/sepia2.unil.ch\/wp\/luniversitario\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1243"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/sepia2.unil.ch\/wp\/luniversitario\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1243"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}