{"id":1449,"date":"2019-06-18T10:21:58","date_gmt":"2019-06-18T10:21:58","guid":{"rendered":"https:\/\/sepia2.unil.ch\/wp\/luniversitario\/?p=1449"},"modified":"2019-12-03T10:47:24","modified_gmt":"2019-12-03T10:47:24","slug":"fam-vede-i-man","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/sepia2.unil.ch\/wp\/luniversitario\/fam-vede-i-man\/","title":{"rendered":"Fam\u2019 vede\u2019 i man\u2019"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/sepia2.unil.ch\/wp\/luniversitario\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2019\/06\/Pusterla.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-1465 alignleft\" src=\"https:\/\/sepia2.unil.ch\/wp\/luniversitario\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2019\/06\/Pusterla-199x300.jpg\" alt=\"\" width=\"199\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/sepia2.unil.ch\/wp\/luniversitario\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2019\/06\/Pusterla-199x300.jpg 199w, https:\/\/sepia2.unil.ch\/wp\/luniversitario\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2019\/06\/Pusterla-560x843.jpg 560w, https:\/\/sepia2.unil.ch\/wp\/luniversitario\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2019\/06\/Pusterla-260x391.jpg 260w, https:\/\/sepia2.unil.ch\/wp\/luniversitario\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2019\/06\/Pusterla-160x241.jpg 160w, https:\/\/sepia2.unil.ch\/wp\/luniversitario\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2019\/06\/Pusterla.jpg 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 199px) 100vw, 199px\" \/><\/a><\/p>\n<p><em>di FEDERICO TALARICO<\/em><\/p>\n<p>\u00c8 una mattina soleggiata, di quelle che annunciano l\u2019arrivo della primavera. Incontro il&nbsp;poeta e insegnante Fabio Pusterla nel parco di Villa Saroli a Lugano. Nonostante la&nbsp;giornata intensa mi ha concesso di intervistarlo durante il pranzo, nel pomeriggio sar\u00e0&nbsp;ospite all\u2019inaugurazione della Casa della Letteratura. Ci dirigiamo dunque verso il Bar&nbsp;Flipper, dove dopo un toast e un bicchiere di vino bianco, Pusterla si accende un&nbsp;sigaretto ed \u00e8 pronto a rispondermi.<\/p>\n<p>Alla domanda riguardo alle esigenze che lo hanno portato alla scrittura poetica, mi&nbsp;risponde in tono amichevole, quasi confidenziale, ed esordisce con un\u2019espressione che si&nbsp;usa a Bologna quando si \u00e8 gi\u00f9 di morale e che ha sentito un paio di anni prima da una&nbsp;sua amica: \u00ab\u00e8 caduta un po\u2019 la catena\u00bb. Il modo di dire gli ha portato alla mente un&nbsp;episodio, quando appena quindicenne era andato all\u2019ospedale di Mendrisio, a trovare il&nbsp;padre malato molto gravemente.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\"><em>Non \u00e8 morto subito, \u00e8 campato ancora dieci anni. Ma c\u2019era un momento in cui&nbsp;sembrava non ci fossero prospettive.<\/em><\/p>\n<p>Sulla strada di ritorno verso Chiasso, dove Pusterla abitava all\u2019epoca, cade la catena al&nbsp;motorino; occorre dunque fermarsi e rimetterla a posto. Con le mani sporche, giunge&nbsp;quasi vicino a casa, ma un poliziotto lo ferma, a causa del suo \u00abmotorino un po\u2019 da&nbsp;esaltato, col manubrio alto. [\u2026] Lo avevo truccato in tutti i modi\u00bb.<\/p>\n<p>Il tentativo di evitarlo viene frainteso dall\u2019agente che lo insegue \u2013 pensando che stia&nbsp;scappando \u2013, lo raggiunge e lo porta in centrale. Lo tengono sottochiave per diverso&nbsp;tempo e poi lo interrogano, \u00abminacciosamente\u00bb, chiedendogli per prima cosa la sua&nbsp;professione. Alla risposta \u00abstudente\u00bb, segue immediatamente \u00abfam\u2019 vede\u2019 i man\u2019\u00bb, le quali&nbsp;sono chiaramente tutte sporche di grasso e fanno dubitare della risposta precedente.<\/p>\n<p>Questo episodio quasi banale ha fatto riflettere in seguito Pusterla: \u00abperch\u00e9 non ho detto&nbsp;loro: \u201cscusate, vengo dall\u2019ospedale\u201d\u00bb?<\/p>\n<p>Si \u00e8 risposto in due modi: \u00abuno, perch\u00e9 erano dei \u201cbastardi\u201d; ma la seconda ragione \u00e8 che&nbsp;non ero capace di dirglielo, non trovavo le parole\u00bb.<\/p>\n<p>Da una situazione del genere, come sicuramente da altre, Pusterla ha incontrato \u00abla&nbsp;parola che la poesia ti offre per andare in profondit\u00e0\u00bb. Non \u00e8 stato per\u00f2 leggendo poesia, si \u00e8 avvicinato a questa indirettamente, grazie \u00aba quello che allora mi affascinava, che era la musica\u00bb.<\/p>\n<p>Scoprendo che lo pseudonimo di Bob Dylan deriva da un poeta inglese di nome Dylan&nbsp;Thomas, Pusterla si affretta a comprare, \u00abanzi a rubare, un libro di Dylan Thomas alla&nbsp;Migros, che \u00e8 stato il primo che ho letto\u00bb. Quella lettura \u00ab\u00e8 stata una specie&nbsp;d\u2019illuminazione\u00bb; \u00e8 stato in quel momento che ha capito che sarebbe piaciuto scrivere\u00bb.<\/p>\n<p><em>Forse allora intuivo vagamente che leggendo proprio quelle poesie di Dylan&nbsp;Thomas, oppure un po\u2019 dopo [quelle di] Baudelaire o Leopardi, [\u2026] mi veniva da dire: \u201cPer\u00f2, come sembra pi\u00f9 grande l\u2019esistenza detta cos\u00ec, rispetto a quella&nbsp;mediocre che \u00e8 la nostra quotidiana!\u201d. Questa sensazione di grandezza mi&nbsp;affascinava tantissimo.<\/em><\/p>\n<p>La sensazione appena descritta gli richiama alla mente una citazione dalla lettera di&nbsp;Leopardi al padre del luglio 1819, inerente al suo tentativo di fuga. \u00abQuesta opposizione&nbsp;tra la miserabile grandezza bottegaia in cui vivevo e questa illusione di grandezza che il&nbsp;linguaggio artistico sembrava dare, mi ha affascinato proprio tanto\u00bb.<\/p>\n<p>Nel considerare la forza di una poesia nata per esigenze pseudo terapeutiche, gli ho&nbsp;chiesto quali fossero i destinatari dei suoi versi.<\/p>\n<p>\u00abNon credo di pensare a un destinatario, \u2013 risponde il mio interlocutore \u2013 \u00e8 una parola un&nbsp;po\u2019 troppo tecnica, jakobsoniana quasi. La poesia esce [\u2026] dagli schemi comunicativi\u00bb.&nbsp;Quando scrive, pi\u00f9 che a un anonimo destinatario Pusterla pensa a delle persone.&nbsp;Alcuni di questi individui che sente vicini mentre lavora \u2013 \u00abda qualche parte nell\u2019ombra\u00bb \u2013&nbsp;non ci sono pi\u00f9. \u00abSi pu\u00f2 scrivere per i morti? Ma certo che si pu\u00f2. Non ci leggeranno mai&nbsp;naturalmente, se non nella nostra proiezione. Ma fanno parte di quel cerchio intimo di [\u2026]&nbsp;persone importanti che non ci sono pi\u00f9 fisicamente ma dentro di te continuano ad&nbsp;esistere\u00bb.<\/p>\n<p>Allora il poeta non scrive per s\u00e9 stesso; immagina sempre un interlocutore.<\/p>\n<p><em>S\u00ec, \u00e8 vero, la scrittura non \u00e8 solo un fatto solitario e basta, o solipsistico. C\u2019\u00e8 un&nbsp;orizzonte che non \u00e8 per\u00f2 quello dei destinatari o peggio ancora del pubblico.&nbsp;Bench\u00e9 esistano dei destinatari, delle persone che comprano i libri ed evidentemente li leggono. Per\u00f2 non ne so nulla. [\u2026] Secondo me la poesia, una&nbsp;volta che \u00e8 stata scritta \u00e8 qui, chi la vuole la prende. Non credo ci siano lettori pi\u00f9&nbsp;ideali di altri.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"","protected":false},"author":263,"featured_media":1465,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[2,4],"tags":[],"class_list":["post-1449","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura","category-tutte-le-categorie"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/sepia2.unil.ch\/wp\/luniversitario\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1449","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/sepia2.unil.ch\/wp\/luniversitario\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/sepia2.unil.ch\/wp\/luniversitario\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/sepia2.unil.ch\/wp\/luniversitario\/wp-json\/wp\/v2\/users\/263"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/sepia2.unil.ch\/wp\/luniversitario\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1449"}],"version-history":[{"count":8,"href":"https:\/\/sepia2.unil.ch\/wp\/luniversitario\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1449\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1654,"href":"https:\/\/sepia2.unil.ch\/wp\/luniversitario\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1449\/revisions\/1654"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/sepia2.unil.ch\/wp\/luniversitario\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1465"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/sepia2.unil.ch\/wp\/luniversitario\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1449"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/sepia2.unil.ch\/wp\/luniversitario\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1449"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/sepia2.unil.ch\/wp\/luniversitario\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1449"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}