L’allarme dell’Oms: rischiamo di restare senza siringhe
A causa dell’elevato numero di vaccinazioni nel 2022 potrebbero esaurirsi le riserve

Somministrazione di vaccini in ANgola COPYRIGHT NOTICE © WHO / Booming - Carlos Cesar
Somministrazione di vaccini in Angola © WHO / Booming – Carlos Cesar

di MEDEA LEONARDI

Negli ultimi mesi, il numero globale di vaccinazioni è aumentato notevolmente rispetto alla norma a causa della pandemia Covid-19. La limitata quantità di dosi a disposizione ad inizio pandemia ha causato grande preoccupazione, ma ora che quell’aspetto sembra risolto, ne sorge uno nuovo: la carenza di siringhe. L’allarme è stato lanciato martedì 9 novembre alla conferenza stampa dell’Onu a Ginevra da Lisa Hedman. La consulente per l’accesso ai farmaci e ai prodotti sanitari presso l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha evidenziato alcuni problemi riguardanti la sicurezza e la fornitura di siringhe, che rappresentano un bene di prima necessità nella lotta contro la pandemia.

« A livello mondiale, sono già state somministrate più di 6,8 miliardi di dosi di vaccino Covid-19, un numero che corrisponde quasi al doppio delle vaccinazioni di routine fatte solitamente in un anno. Dato che la capacità mondiale di produzione di siringhe si aggira attorno ai 6 miliardi all’anno, un possibile ammanco è purtroppo da prendere seriamente in considerazione, con un deficit di oltre un miliardo nel 2022 » ha spiegato Lisa Hedman. Le restrizioni alle esportazioni e le difficoltà nei trasporti provocati dalla pandemia potrebbero inoltre peggiorare la situazione.

La carenza di siringhe, cruciali per la somministrazione dei preparati, potrebbe portare a ritardi nelle vaccinazioni di routine, per esempio quelle destinate ai bambini. E potrebbe inoltre favorirne il riutilizzo, con il rischio di diffondere infezioni quali l’Hiv o l’epatite. Per scoraggiare questa pratica, siringhe e aghi vengono solitamente messi sul mercato in un unico dispositivo; alcuni produttori hanno addirittura studiato un meccanismo di “autodistruzione”.

Il riutilizzo della parte plastica delle siringhe, che non entra in contatto con il paziente, potrebbe contribuire colmare parzialmente la carenza? – è stato chiesto alla consulente dell’Oms. “La plastica di cui sono fatte le siringhe – ha spiegato Hedman -, è portatrice di batteri e nemmeno la sterilizzazione risulta completamente efficace. Anche cambiando l’ago, quindi, la siringa sarà sempre contaminata. Qualsiasi tipo di manipolazione degli aghi dopo l’iniezione, costituisce inoltre un rischio di infezione per il personale sanitario”.

Per contrastare la penuria di questi preziosi dispositivi sono state delineate alcune possibili soluzioni, quali la pianificazione con largo anticipo dei fabbisogni (così da evitare situazioni di accumulo e acquisto in preda al panico), la limitazione dello spreco, il coordinamento con quei governi che hanno già iniziato a finanziare gli aumenti di produzione. Non resta che metterle in pratica.